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Expo We

We is not only me.
Una rete mondiale di donne per "Nutrire il pianeta"

Le ambassador

Le donne del mondo, di ogni cultura e Paese, sono invitate a partecipare a WE. Fra loro, le figure di spicco della letteratura e della scienza, dell’arte e della politica, dell’imprenditoria e della comunicazione, sono le Ambasciatrici WE, che diffondono e testimoniano l’importanza di fare rete, in un unico grande WE, “noi”.

Jody Williams

Premio Nobel per la Pace/USA

"“Assistiamo già a conflitti per il cibo, conflitti per la carestia per esempio o originati dalla mancanza di cibo per i rifugiati dalle zone di guerra e per le loro famiglie. È un dato molto significativo e non credo che le persone l’abbiano compreso appieno”."

“Per me è molto bello essere qui, far parte di WE-Women for Expo, nell’International Board, per aiutare il mondo a capire l’importanza delle donne e del cibo. E non si tratta solo di cucinarlo!”

 

Quali sono i suoi principali campi di interesse oggi?

Molti anni fa ero in grado di lavorare con centinaia di persone nel mondo per raggiungere un accordo teso a bandire l’utilizzo delle mine antiuomo. Da allora ho continuato a interessarmi a questo tema, ma il mio lavoro principale adesso riguarda il mio ruolo di presidente del Nobel Women’s Iniziative. Siamo sei donne insignite del premio Nobel per la Pace, che lavorano insieme per promuovere il lavoro delle donne nel mondo, per una pace sostenibile con giustizia e parità. Quindi per me è molto interessante essere qui, far parte di WE-Women for Expo nell’International Board, per aiutare il mondo a capire l’importanza delle donne e del cibo. E non si tratta solo di cucinarlo.

 

Quanto impatto hanno le donne attualmente?

Ho scoperto che l’80 per cento degli agricoltori sono donne, cosa che non mi sarei mai aspettata, ed è davvero importante che siano ascoltate le voci delle donne sul tema del cibo e della sicurezza alimentare. Perché tutto ciò è importante per la sicurezza globale.

 

Pensa che potremmo assistere a una guerra per il cibo?

Assistiamo già a conflitti per il cibo, conflitti per la carestia per esempio o originati dalla mancanza di cibo per i rifugiati dalle zone di guerra e per le loro famiglie. È un dato molto significativo e non credo che le persone l’abbiano compreso appieno. Ricordo una conversazione con un senatore molto progressiva degli USA, che sosteneva che le prossime guerre sarebbero state combattute per l’acqua, perché è una risorsa che sta diminuendo. Ora, con il cambiamento climatico globale, si stanno avendo tremende ripercussioni sull’agricoltura e sul cibo. E, a meno che non facciamo i conti con questa situazione, non è facile prevedere dove saremo nel 2050, quando sulla terra ci saranno circa 9 miliardi di persone. E certamente, la sicurezza alimentare e la sicurezza idrica saranno cruciali.