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Expo We

We is not only me.
Una rete mondiale di donne per "Nutrire il pianeta"

Le ambassador

Le donne del mondo, di ogni cultura e Paese, sono invitate a partecipare a WE. Fra loro, le figure di spicco della letteratura e della scienza, dell’arte e della politica, dell’imprenditoria e della comunicazione, sono le Ambasciatrici WE, che diffondono e testimoniano l’importanza di fare rete, in un unico grande WE, “noi”.

Lisa Casali

Blogger, Italia

"La mia ricetta per nutrire il pianeta prevede prima di tutto un cambio di mentalità dove la parola d’ordine è OTTIMIZZARE."

“Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. Il tema di Expo 2015 è strettamente legato al mondo femminile. In che cosa le donne possono fare la differenza?

 

Per noi donne la strada è quasi sempre un po’ più in salita e fare rete, anche grazie al progetto “Women for Expo” potrebbe essere la chiave per ottenere maggiore attenzione da focalizzare su idee e progetti al femminile che meritano di essere sviluppati.

 

WE, nel senso di “noi”, di sentire e agire collettivamente. Che importanza ha l’alleanza femminile, la rete delle donne per il futuro del Pianeta?

 

Siamo brave, tenaci e determinate, ma con la sindrome di non essere mai abbastanza. Quando ci vengono riconosciuti pregi e risultati diamo il merito alle circostanze. Unendoci sotto un progetto comune sarà più facile tradurre il tema di EXPO2015 in politiche e pratiche sostenibili che abbiano il potere di portare cambiamento. L’alleanza tra donne è indispensabile per ottenere importanti risultati comuni, è indispensabile mettere da parte istintive rivalità e antagonismi e avere il coraggio e la forza di costruire alleanze solide e durature.

 

In relazione a sostenibilità e nutrizione, qual è il tema chiave per le donne: maggiore accesso alle risorse economiche, diritto all’istruzione, parità e potere politico?

 

Per una reale sostenibilità alimentare occorre un cambio epocale di mentalità sia nella sfera individuale, che nelle politiche sia nazionali che internazionali. Questo cambiamento va sostenuto su più livelli, ma sicuramente può nascere dal basso. Immagino le donne come protagoniste di questa rivoluzione, verso una maggiore sostenibilità ambientale e benessere, perché è una questione di scelte e più spesso sono proprio le donne a scegliere giorno per giorno facendo la spesa, condizionando l’alimentazione di tutta la famiglia, cucinando, educando i propri figli. È d’obbligo fare la nostra parte anche a un livello superiore, condizionando le politiche del futuro verso una maggiore attenzione alla tutela delle risorse naturali e salute della popolazione perché ambiente e salute sono estremamente connessi.

 

La lotta contro lo spreco è un tema importante. Quale pensi possa essere il ruolo delle donne in questa battaglia che si combatte dal basso. Qual è la tua ricetta per nutrire il Pianeta e rendere il consumo di cibi più attento e sostenibile e quali i tuoi gesti quotidiani contro lo spreco?

 

La lotta allo spreco è la cosa che ha cambiato la mia vita. Da semplice esperta ambientale appassionata di cucina, una sera grazie a un carciofo mi sono resa conto di quanto sprechiamo ogni giorno. Ne ho fatto la mia personale battaglia arruolando sempre più persone tramite le pagine del mio blog Ecocucina o attraverso libri e programmi tv. Credo che le donne possano fare la differenza perché il tema dello spreco è soprattutto una questione di buon senso ed economia domestica e sono soprattutto donne a occuparsi di spesa, conservazione e di cucinare. La mia ricetta per nutrire il pianeta prevede prima di tutto un cambio di mentalità dove la parola d’ordine è OTTIMIZZARE PER NON SPRECARE. Ogni ingrediente può essere valorizzato al 100%, imparando a usare anche le parti meno nobili, ad esempio di una zucca si più imparare a usare anche la buccia, i semi, i filamenti interni in modo semplice e con risultati sorprendenti. Ogni piatto ha il suo lato B, un sottoprodotto da valorizzare, a volte è una parte di scarto, altre un’acqua di cottura, per non sprecarne nessuna parte basta imparare qualche semplice tecnica e la mia missione è proprio quella di diffondere queste pratiche. Le nostre mamme e nonne ci hanno insegnato a cucinare soprattutto le parti nobili perché siamo cresciuti in anni di abbondanza, noi faremo la rivoluzione insegnando ai nostri figli ad avere una visione diversa del cibo, più sostenibile e consapevole. Nel mio quotidiano ho azzerato gli sprechi sia di cibo che di consumi, ad esempio cucinando in lavastoviglie mentre lavo i piatti, per ottimizzare i consumi e cuocere a bassa temperatura. Cambiare approccio e abbattere i pregiudizi permette di fare scoperte sorprendenti che nulla hanno a che vedere con rinunce e privazioni, ma sono un vero valore aggiunto che sono certa noi donne siamo in grado di apprezzare e far fruttare al meglio.

 

Il cibo racconta molto di noi: le nostre origini, le nostre tradizioni e i nostri legami familiari. Potresti dirci qual è il tuo piatto/cibo/ingrediente preferito?

 

Ho scelto come città dove vivere Milano, ma ho le mie radici in Romagna terra ricca di piatti tradizionali di grande sostanza e sapore, soprattutto sono cresciuta con il mantra di mia nonna “Cosa ci vuole a far due uova di tagliatelle!”. La sfoglia con cui si preparano tagliatelle, lasagne, cappelletti e tortelli è sicuramente nel mio DNA e decisamente il mio comfort food. La mia cucina è molto cambiata da quella imparata da bambina e ora sperimento con piacere anche piatti 100% vegetali e crudisti; non preparo la sfoglia tutti i giorni come faceva mia nonna, ma l’impastare, tirarla con il matterello e modellarla rende ogni pranzo un’occasione davvero speciale.

 

Segnalaci, se lo desideri, un progetto, un libro, un’associazione, un evento.

 

Un libro che mi ha molto ispirato sul tema del ridurre gli sprechi e cambiare l’approccio al cibo è “An Everlasting Meal” di Tamar E. Adler, come progetto segnalo invece OnePlanetFood.info, la piattaforma WWF per l’alimentazione sostenibile a cui io stessa contribuisco con video e ricette per cambiare le abitudini di tanti partendo da piccole cose.