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Expo We

We is not only me.
Una rete mondiale di donne per "Nutrire il pianeta"

Le ambassador

Le donne del mondo, di ogni cultura e Paese, sono invitate a partecipare a WE. Fra loro, le figure di spicco della letteratura e della scienza, dell’arte e della politica, dell’imprenditoria e della comunicazione, sono le Ambasciatrici WE, che diffondono e testimoniano l’importanza di fare rete, in un unico grande WE, “noi”.

Patricia Adkins Chiti

Presidente della Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica, Italia e Gran Bretagna

"È un vero peccato che le donne preparate tecnicamente e artisticamente non possano restituire alla società ciò che hanno imparato. Purtroppo siamo ancora una seconda scelta, quella che viene fatta quando non c’è un uomo."

“Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. Il tema di Expo Milano 2015 è strettamente legato al mondo femminile. In che cosa le donne possono fare la differenza?

Credo che le donne nutrano i figli, ma che soprattutto abbiano il ruolo di educarli. I bambini rimangono a lungo sotto l’ala protettiva della madre fino a quando, se sono fortunati, vanno a scuola. E se le madri hanno ricevuto una buona educazione possono dare molto di più ai figli. Proprio per questo motivo io appoggio tutte le battaglie che si fanno per dare accesso all’istruzione alle ragazze, un diritto purtroppo negato in moltissimi Paesi.

WE, nel senso di noi, di sentire e agire insieme. Che importanza ha l’alleanza femminile, la rete delle donne per il futuro del Pianeta?

Io credo moltissimo innanzitutto nella rete dei collegamenti tra le donne. Non a caso 39 anni fa ho creato la “Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica” che promuove e sostiene il ruolo delle donne come creatrici e compositrici di musica attraverso una rete di donne di 109 Paesi. Le donne possono scambiare idee e proposte per creare insieme confrontandosi con situazioni e provenienze diverse.

La musica è senz’altro nutrimento per lo spirito e per la mente. C’è un tratto distintivo nella musica scritta dalle donne?

Non penso che ci sia una reale differenza tra la musica composta dagli uomini e quella composta dalle donne, anche se in molte realtà il ruolo della donna legato alla musica è preponderante. Basti pensare che la prima voce che sente un bambino è quella della madre e che, in molte civiltà, questa arriva attraverso il canto e accompagna l’attesa prima e la nascita poi. La musica aiuta a stare meglio e accompagna la vita dei popoli di tutta la Terra, dai canti degli schiavi nei campi di cotone in America alle note che enfatizzano momenti importanti come le nascite, i fidanzamenti, i matrimoni e i funerali. Le donne poi hanno avuto storicamente un ruolo fondamentale, se si pensa che gli antichi Egizi credevano che la strada che porta al paradiso fosse lastricata dei suoni delle donne che cantano e che la civiltà sumerica ha affidato alle cantatrici sacre il ruolo di avvicinare il popolo all’aspetto spirituale della vita.

Quando si parla di spreco non s’intende solo quello relativo al cibo, ma anche quello di intelligenze e talenti, soprattutto in relazione al mondo femminile. Che cosa ne pensa?

Penso che ci siano troppi sprechi di talenti e intelligenze femminili. Anche in Occidente dove, malgrado le donne abbiano accesso all’istruzione e siano a volte più qualificate degli uomini, trovano spesso la strada sbarrata. In campo musicale, per esempio, c’è voluto molto tempo prima che le donne entrassero numerose nelle orchestre, tanto che in alcuni casi si è scelto di fare audizioni “al buio”. In Europa anche se costituiamo quasi il 53% della popolazione i fondi pubblici vanno prevalentemente a progetti pensati e creati dagli uomini. È un vero peccato che le donne preparate tecnicamente e artisticamente non possano restituire alla società ciò che hanno imparato. Purtroppo siamo ancora una seconda scelta, quella che viene fatta quando non c’è un uomo.

Ha la possibilità di invitare a cena una donna del passato o del presente per parlare del futuro del Pianeta. Chi sceglie?

Ci sono due figure femminili che mi hanno profondamente colpito. Una è Santa Hildegard von Bingen, badessa benedettina medievale, musicista, compositrice, medico, filosofo e predicatrice sulla pubblica piazza che si è occupata della cultura delle donne. L’altra donna è madre Teresa di Calcutta, un personaggio eccezionale che in condizioni complicatissime ha fatto molto per i poveri e i diseredati a cui noi tutti dovremmo pensare. Abbiamo così tanto e ci sono troppe persone che hanno così poco.