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Expo We

We is not only me.
Una rete mondiale di donne per "Nutrire il pianeta"

Le ambassador

Le donne del mondo, di ogni cultura e Paese, sono invitate a partecipare a WE. Fra loro, le figure di spicco della letteratura e della scienza, dell’arte e della politica, dell’imprenditoria e della comunicazione, sono le Ambasciatrici WE, che diffondono e testimoniano l’importanza di fare rete, in un unico grande WE, “noi”.

Suad Amiry

Scrittrice, architetto, Palestina

"Il tema di Expo Milano 2015 mi ha catturato subito e mi ha scosso, per un’idea molto semplice: il nutrimento è alla base di tutto. Ci è voluto del tempo perché realizzassimo – nel mio caso, almeno- che per capire una cultura si passa anche attraverso il cibo."

Cosa si aspetta da Expo Milano 2015?

La nutrizione è la base di tutto. È un principio elementare, ma siamo esseri umani, tendiamo sfortunatamente a complicare la vita e spendiamo un sacco di soldi ed energie per cose assai meno importanti e basilari del cibo. Normalmente parliamo di diritti dell’uomo durante le guerre, parliamo di diritti violati nelle prigioni, ma raramente pensiamo al tema dell’alimentazione, come fulcro della libertà di scelta e come necessità e bisogno inviolabile.

Qual è il suo rapporto con il cibo? 

Più vivo e più realizzo l’importanza della cultura e del cibo. Devo anche dire che mia madre ha iniziato a cucinare all’età di 70 anni, quindi…
 

Che ruolo possono avere le donne?

Io vengo da una zona della Siria dove il cibo ricopre un ruolo molto importante. Mia madre fa parte della prima generazione di persone che lavoravano e, come spesso accade sfortunatamente alle donne che lavorano, tendevano a prendere le distanze dalla cucina e dalla preparazione dei piatti per rivendicare un nuovo ruolo. 
Anch’io ci ho messo molto a capire che una cultura si capisce, e in parte si tramanda, attraverso il cibo. Negli ultimi anni, ho iniziato a comprenderne l’importanza e ho iniziato a lavorare insieme alle donne palestinesi su questi temi, coinvolgendo le donne dei villaggi direttamente nelle questioni che riguardano il cibo, perché è una forma di impegno. 
Ho un padre palestinese e una madre siriana – mio padre veniva da Jaffa, dal mare, dove il cibo principale era soprattutto il pesce. Mia madre è di Damasco, nell’entroterra, quindi la cucina di casa è sempre stata molto varia. Mi ricordo delle “piccole guerre” ogni volta che mio padre portava a casa del pesce con cui mia madre non voleva avere a che fare per l’odore... Nella mia terra, e in Medio Oriente in generale, ci sono tante varianti nella cucina locale, anche a distanza di pochi chilometri cambiano ingredienti, sapori, tipi di erbe usate per cucinare. 
 

Qual è l’aspetto più importante del cibo?

L’aggregazione sociale che si verifica attorno alla tavola. È un impegno, richiede tempo, condivisione, scambio di idee…