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La banca dei semi delle donne

In Sudafrica, una nuova banca dei semi comunitaria è gestita interamente da donne. Da anni Ronnie Vernooy, Bioversity International, supporta le comunità locali nel miglioramento delle pratiche tradizionali per la conservazione dei semi.

Che cos'è una banca dei semi comunitaria e come funziona?

 

Una banca dei semi comunitaria è una soluzione per migliorare l'accesso ai semi, la loro disponibilità e salvaguardia. È un accordo tra agricoltori per conservare le varietà colturali per loro importanti, documentare le conoscenze locali riguardo alle modalità di consumo, utilizzo e semina, e scambiare i propri semi con altri.

 

L'affiliazione è definita dalla volontà di apportare semi, che vengono depositati nella banca e condivisi con gli agricoltori che risiedono all'interno di un'area geografica definita. Se si riceve 1 kg di semi, bisognerà darne indietro 1,5 kg al primo raccolto. Coloro che non sono in grado di ripagare un prestito in semi possono ripianare il debito in contanti o consegnare sementi di un'altra coltura, o ancora rimandare il pagamento alla stagione successiva. Il sistema funziona perché nelle comunità rurali le persone si conoscono e si fidano l'una dell'altra.

 

Le banche dei semi sono importanti, specialmente nelle zone più complesse, esposte a rischi e in cui l’accesso a risorse come acqua, fertilizzanti e pesticidi è difficile e la sussistenza è strettamente legata alle attività agricole. Alcune banche sono state create per far fronte alla perdita di scorte di semi locali dopo una carestia, un periodo di siccità o un'alluvione.

Le banche dei semi consolidate possono evolversi e specializzarsi nella gestione di poche specie selezionate, lavorare con i ricercatori al miglioramento delle colture, estendere i propri servizi a villaggi limitrofi o iniziare a produrre e commercializzare semi. I proventi possono essere reinvestiti nell'acquisto di attrezzi o fertilizzanti.

 

 

Come si costituisce una banca dei semi comunitaria? Può farci un esempio?

 

Il processo di avviamento dipende dalla situazione locale e dai soggetti coinvolti. Ultimamente i governi e le banche nazionali dei semi – anche a causa dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla sicurezza alimentare − si sono attivati a supporto di questi interventi, avviati in precedenza dalle ONG.

 

Nel corso degli ultimi 20 anni, Bioversity International ha contribuito alla creazione e al consolidamento di banche dei semi in dieci paesi. Di recente, in collaborazione con il Dipartimento dell’Agricoltura, Silvicoltura e Pesca della Repubblica Sudafricana, abbiamo avviato un progetto pilota presso il villaggio di Gumbu, nella provincia di Limpopo, una zona remota e arida con scarso accesso ai mercati. L'agricoltura a Gumbu è praticata principalmente dalle donne, mentre gli uomini tengono il bestiame lontano dai villaggi in modo che gli animali non mangino le colture, o cercano fonti di reddito in città, lasciando interamente alle donne l'onere della produzione agricola, spesso con risorse molto limitate.

 

Le principali colture alimentari per il consumo domestico sono il mais, il sorgo bianco, la zucca, la zucca a fiasco, il fagiolo dall'occhio e il melone, mentre il cavolo, il cetriolo, l'aglio, la zucchina tonda, l'okra, la cipolla, il pisello, lo spinacio, la patata dolce, il pomodoro e il peperoncino vengono coltivati per la vendita al mercato. La varietà colturale è bassa e lo scambio di semi avviene per lo più tra i membri della stessa congregazione religiosa.

 

In questo caso specifico, il nostro team ha effettuato una valutazione dei bisogni degli agricoltori, delle capacità tecniche e delle varietà disponibili, delle politiche e del contesto giuridico, delle condizioni del mercato e del clima, per esplorare la creazione di nuove opportunità.

 

In base alla nostra esperienza, sapevamo che per mettere su una banca dei semi è essenziale concentrarsi sulla sua organizzazione sociale e sulle motivazioni e gli interessi degli agricoltori più che sulla costruzione del magazzino. Per sondare l'interesse degli abitanti del villaggio riguardo al progetto, abbiamo organizzato una fiera dei semi, e non ci ha sorpresi il fatto che il 99% dei partecipanti fossero donne, poiché anche nei sistemi agricoli gestiti dagli uomini, sono le donne che si occupano dei semi. In occasione di un incontro successivo, di loro iniziativa, le donne hanno già portato i semi da depositare nella banca dei semi, dimostrando grande intraprendenza. I partecipanti all'incontro hanno eletto sette rappresentanti e i capi del villaggio hanno mobilitato un gruppo di uomini affinché aiutasse nella costruzione delle infrastrutture fisiche per la banca, che è diventata un luogo di incontro e condivisione di semi e idee, e di empowerment femminile

 

Il nostro ruolo è stato quello di facilitare questo processo in qualità di soggetti esterni neutrali, ad esempio gestendo i rapporti tra uomini e donne in modo non conflittuale, mettendo in contatto la comunità locale con il servizio nazionale di assistenza tecnica per l’agricoltura, e formando gli agricoltori su buone pratiche di organizzazione e leadership, nonché su aspetti tecnici quali la selezione, la preparazione e la condivisione delle sementi.

Benché esistano altri esempi di banche dei semi gestite principalmente da donne, questo è un caso unico perché il loro coinvolgimento è stato spontaneo e forte fin dall'inizio e assolutamente non pilotato. Hanno riferito che la produzione agricola stava subendo gli effetti dei cambiamenti climatici e a volte le famiglie erano costrette a consumare tutte le loro scorte alimentari, e questo stava contribuendo alla perdita delle loro varietà tradizionali e quindi di biodiversità nella zona.

 

La banca dei semi comunitaria del villaggio di Gumbu − inaugurata nell'ottobre del 2015 − è gestita da un gruppo di 40 agricoltrici che danno priorità alle colture nutrienti e a quelle varietà che sono facili da combinare nella preparazione di piatti tipici, che richiedono cure limitate, sono resistenti alla siccità, ai parassiti e alle malattie, hanno un ciclo vegetativo breve e possono essere conservate per lunghi periodi. Queste donne riescono ora a conservare le specie e varietà colturali ereditate dai loro genitori, a nutrire appropriatamente le loro famiglie e a guadagnare qualcosa in più dalla vendita, e presto inizieranno a testare varietà migliorate.

 

Per saperne di più:

Community Seed Banks: Origins, Evolution and Prospects. A cura di Ronnie Vernooy, Pitambar Shrestha, Bhuwon Sthapit. 2015. Routledge.

La biografia di Ronnie Vernooy.