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Expo We

We is not only me.
Una rete mondiale di donne per "Nutrire il pianeta"

Ricetta per la vita

Ogni donna, qualunque sia la sua professione, la sua storia, la sua provenienza, può partecipare a WE, presentando qui la sua Ricetta per la vita e contribuendo, insieme a noi, alla costruzione di un grande patrimonio collettivo di emozioni, idee, buone pratiche e ingredienti per la vita.

Sapori regionali, sapori locali

Sapori regionali, sapori locali / Ricetta per la vita di Adriana Gulizia :

"Più che come cucinare il piatto, mi piacere trasmettere come mangiarlo, parabola di come degustare la vita, Il gioco col cibo di quando siamo bimbi, il primo boccone, il migliore di tutto il pasto, quando da giovani ci apriamo alle prime esperienze, il primo bacio, la prima serata da soli con gli amici. Poi tutti gli altri bocconi. La vita è da pappare fino in fondo, fino all'ultimo boccone!"

Gli ingredienti:

maccheroni 500 g
zucchine chiare 5
olio q.b.
burro q.b.
ricotta salata da grattugiare q.b.

 

La parabola della mia vita siciliana / Italia

Come si prepara:

Pasta con le zucchine fritte, parabola della mia vita siciliana. Torno da scuola e corro sul balcone. Catania si distende sotto i miei occhi, più in là le spiagge di sabbia finissima si interrompono contro quelle di pietra lavica. Quiete e terremoti, sole e mare. Il vulcano, dove cantano le cicale e la città, dove rombano le auto. I nonni hanno cucinato la mia pietanza preferita, pasta con le zucchine fritte. La zia, piccola e rotondetta, scola i maccheroni al dente e li distribuisce nei piatti. La nonna, bionda, alta e magra, col cucchiaio prende le zucchine, fritte in padella con olio di oliva comprato al frantoio e le deposita delicatamente sui maccheroni. Le zucchine devono essere quelle chiare, che sono dolci, tagliate non troppo sottili, per restare più morbide. Il nonno, papà ed io aspettiamo a tavola. Il profumino arriva già fin qui. La nonna versa anche un po’ di sughetto di frittura e insieme alla zia porta i piatti in tavola. Ognuno grattugia un po’ di ricotta salata sul proprio piatto. Grattugiata fresca è più buona. Il profumo della ricotta salata che si scioglie sopra la pasta si fa da saporito a succulento. Il mio attacco al piatto è lento, mi piace prolungare l’attesa, pregustare e solo dopo gustare. Infilzo un maccherone bianco, scondito, rimasto sul bordo del piatto e lo strofino su una zucchina, così che assorba aromi, sapore e colore. Un primo assaggio di ciò che sarà. Il maccherone, ormai verdolino, resta bello dritto infilzato alla forchetta, ma non è rigido, rivela la sua morbidezza. In bocca ne ho la conferma, la croccantezza sotto i denti è perfetta, è cotto al punto giusto, né crudo dentro, né molle fuori. Le zucchine saranno dolci. Infilzo una zucchina e un maccherone bianco. La zucchina deve restare sopra per non sfaldarsi ed essere ben compatta. È il boccone migliore di tutto il pasto. La zucchina è gratinata dalla ricotta salata che si è ammorbidita sopra. In bocca la dolcezza della zucchina si espande e si rivela sempre più buona quanto più la sminuzzo col maccherone sotto i denti. Il resto del piatto sarà una lode a questo boccone. Alterno bocconi carichi di condimento con altri più basici. È una sinfonia di sapori, come le note dell’opera lirica che ho visto col nonno al teatro Bellini. La musica partiva piano e sussurrata, per poi crescere e culminare nel fragore dei tamburi e dei piatti che mi hanno spaventata. Poi tornava dolce e quindi ancora impetuosa. Papà mi guarda e sorride sorseggiando il suo vino. Mi chiede se voglio annusarlo, mi fa inumidire le labbra, che lecco curiosa, per sentire il sapore di questa strana bevanda. Mi spiega che è un blend tra due vitigni della zona e un vitigno francese e mi racconta dell’esterofilia dei siciliani, abituati alle dominazioni, che hanno imparato ad accogliere, ma non si trasformano. Sempre uguali a se stessi, nel perenne cambiamento dei secoli. Ecco che si rappresentano nel vino, sposando due vitigni autoctoni con uno internazionale. Contrasti, meravigliosi contrasti. Io lo ascolto affascinata, non capisco tutto quello che dice, ma annuso i profumi del piatto e quelli del vino, che si compongono in un bouquet aromatico e complesso. Ho finito tutta la pasta. Mi sono lasciata una sola zucchina nel piatto, l’ultima per chiudere in bellezza. Me la pappo. Che buona!

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